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Come scegliere un FORNELLO
per cucinare in bivacco o campeggio

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MAMMUT SULLE CORDE:
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I TEST SU MATERIALI, ABBIGLIAMENTO E ATTREZZATURA

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LE PELLI DI FOCA: SCELTA E USO

IL MANUALE TOKO sulla manutenzione e cura degli SCI (file.pdf)

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La scelta delle CALZATURE
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DIFENDERSI DAL FREDDO

Perdiamo calore in cinque modi: • A causa del vento che sposta aria calda via dal corpo • A causa dell'evaporazione che assorbe calore dunque raffredda il corpo • Per il contatto con superfici fredde • Per la radiazione infrarossa - minima quantità di calore dispersa dal corpo • A causa della respirazione si perde calore dalla bocca e dal naso.
I capi di abbigliamento per il freddo hanno funzionalità molto precise, singole o combinate: proteggere dal vento, riparare dalla pioggia e dalla neve, isolare termicamente, favorire la traspirazione.


IL GRAFICO INTERATTIVO (visibile solo se il vs browser consente gli script) illustra la diminuzione della temperatura della pelle esposta al vento a parità di temperatura atmosferica: il WIND CHILL FACTOR: PROVATE A SPOSTARE IL QUADRATINO.
È evidente che lo strato esterno del nostro abbigliamento invernale da montagna deve prima di tutto proteggere dal vento e dalla pioggia.

Per quanto riguarda lo strato medio (spesso previsto anche come strato esterno) occorre scegliere tra capi realizzati con tessuti che non sono perfettamente impermeabili ma consentono una maggiore traspirabilità, non reggono a una pioggia battente (in fondo rara, d'inverno in montagna) ma in compenso consentono un migliore passaggio verso l'esterno dell'umidità da sudorazione e sono più o meno antivento a seconda dei materiali e delle tecniche usati nella loro costruzione. Occorre allora verificare il grado di protezione dal vento (si misura in CFM, vedi sotto) in rapporto al livello di traspirazione.
Infatti mentre il problema della traspirazione è stato risolto per gli strati inferiori (dove underwear e fleece sono oggi progettati per espellere rapidamente il sudore) per lo strato medio/esterno sono a disposizione molte possibilità e combinazioni.

Il CFM


Misurazione del grado
di protezione dal vento; 0 CFM indica protezione 100%, va considerato in rapporto al livello di traspirazione.


Alcuni esempi

WindStopper <2 cfm Massima protezione dal vento e ottima idrorepellenza un po' a discapito della traspirazione. Adatto al clima freddo.
DriClime Windshirt 3-5 cfm Resistenza al vento molto alta; ottimo come strato esterno in condizioni non estreme o come strato medio, in caso di pioggia. Traspirazione media.
Wind Pro 60 cfm Più protettivo del comune pile. Traspirante, eccellente come strato esterno in condizioni medie o come secondo strato in condizioni più severe.
Fleece 200 cfm Isolante ma non adatto a proteggere dal vento. Ottimo come strato intermedio.

I PRINCIPALI FATTORI FISIOLOGICI CHE INFLUENZANO
LA SENSAZIONE DI CALDO/FREDDO

Metabolismo: a riposo una persona genera 75–100 Watt di calore, che aumentano con l'intensità dell'attività fisica e in funzione di diversi fattori quali l’età, il sesso, il peso, l’abitudine e le condizioni psicofisiche.

Peso: una persona in sovrappeso è solita avere un metabolismo più lento dunque genera meno calore.

Età: il metabolismo è collegato all’età. Una persona anziana genera meno calore e pertanto avverte il freddo prima di una persona giovane.

Sesso: le donne sentono in genere il freddo più degli uomini tanto che il valore standard di temperatura comfort per i saccoletto per la donna è di 5°C più elevato di quello dell’uomo.

Abitudine: buona parte degli abitanti del mondo occidentale vive in case dotate di riscaldamento centralizzato, lavora in uffici con l’aria condizionata e si sposta solo all’interno di autovetture climatizzate. Questo stile di vita riduce l’abitudine del corpo alla sopportazione del freddo e del caldo.

Esperienza: l’esperienza e la familiarità con l’abbigliamento che si usa all’aria aperta aiutano ad ottenere da questo le massime prestazioni. Un principiante avvertirà generalmente un maggiore disagio e più freddo di una persona esperta.

L'assunzione di alcool procura una sensazione di calore solo iniziale, al suo svanire si avverte più freddo di prima.



 


LA SCELTA DELLE CALZATURE

Provate sempre le scarpe con un paio di calze adatte.
Stessa cosa vale per un eventuale sottopiede anatomico od ortopedico personalizzato sulla forma del vostro piede.
Quando si calzano le scarpe, perfettamente allacciate, occorre avere le dita del piede leggermente staccate dalla punta. Per verificare si deve riuscire ad infilare un dito dietro il tallone con la scarpa slacciata (e quindi non chiusa) e le dita che arrivano in punta.
Anche la precisione di calzata è molto importante. Se l'allacciatura non tiene il piede bloccato, la scarpa non sarà stabile sul piede stesso durante la camminata. Se la scarpa è troppo corta, le dita verranno schiacciate camminando in discesa; se troppo lunga il tallone scivolerà, comportando il rischio di vesciche. È importante anche scegliere attentamente numero e forma della calzatura, in modo che il piede sia ben fasciato e bloccato. Questo accorgimento non permetterà al piede di muoversi all'interno della scarpa evitando l'usura della fodera interna.
Una buona scelta necessita sempre di calma e pazienza.
Nella scelta non si può prescindere dalla forma del piede (a pianta larga o stretta, altezza del collo etc.) È molto importante usare calze idonee. Meglio delle vecchie calze in lana a costine, quelle in spugna: a struttura differenziata (doppio strato sotto il tallone e l’avampiede) estremamente morbide ed elastiche, fanno da “seconda pelle” riducendo notevolmente il rischio della formazione di vesciche. Quando la calza è più spessa fa da imbottitura e rende la scarpa (la pedula o lo scarpone) più confortevole.

A casa provate ancora le scarpe, senza sporcarle, se non siete soddisfatti siete ancora in tempo per tornare in negozio a sostituirle con un modello o misura più adatti.

Ricordate la MANUTENZIONE.


   

RONCO ALPINISMO s.n.c. - Corso Monte Grappa, 31 - Torino - e-mail info@roncoalpinismo.it

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